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Dalle colline bergamasche i vitigni e i vini dell’azienda La Rovere

febbraio 1, 2013

azienda la rovere home giornalevinocibodi Renato Rovetta
Parliamo di vino e territorio della provincia di Bergamo, esattamente di Torre de Roveri a pochi chilometri dalla città, dove incontriamo l’Azienda La Rovere in una bella zona collinare immersa nel verde. Vincenzo Magri con la moglie Michela Moretti e tutta la famiglia seguono con scrupolo il lavoro in vigna, le varie fasi della maturazione dell’uva ed il lavoro in cantina, che costruita nel 2005, oltre alla zona vinificazioe, è stata attrezzata con una sala per l’appassimento delle uve Moscato di Scanzo e di un altro salone per degustazione usato anche per attività didattiche, l’azienda rientra, infatti, nella rete provinciale e regionale delle Fattorie Didattiche.

Vincenzo Magri ci racconta della conduzione del vigneto di sette ettari, con i vitigni internazionali tipici della denominazione Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Grigio e da qualche stagione anche Chardonnay, ma soprattutto il vitigno bergamasco per eccellenza Moscato di Scanzo, ed il Moscato Giallo della Bergamasca. Vincenzo ci tiene a ribadire quanto sia importante una minore produzione per ettaro al fine di ottenere una qualità superiore, tutta la produzione si aggira intorno alle 30.000 bottiglie.

azienda la rovere 2 giornalevinocibo

Ecco i vini che abbiamo assaggiato:
Il Pinot Grigio della Bergamasca, che La Rovere vinifica in maniera eccellente mantenendo un buon grado d’acidità che consolida una spiccata freschezza, mineralità e persistenza, un vino che vedrei bene utilizzato anche per la spumantizzazione.

Il Moscato Giallo o Golden Muskateller è molto sviluppato in Trentino e Alto Adige, qui sulle colline della cantina La Rovere dà ottimi risultati,  un vino bianco di pregevole fattura nel quale spicca la mineralità e una piacevole freschezza, persistenza lunga e finale caratteristico di.. uva moscato.
Ha colore giallo paglierino, profumo leggermente aromatico è un sapore tipico che piace a molti,  secco ma non troppo, con retrogusto delicatamente amarognolo. Lo consiglio con la frutta e i dolci, ma va bene anche su certi formaggi e soprattutto come aperitivo. 

Vincenzo Magri produce un Cabernet Sauvignon della Bergamasca importante,  un colore rosso rubino intenso, il profumo è legato alle note erbacee ma altrettanto eleganti. Il gusto è morbido e delicato.

santa cruz la rovere giornalevinocibo

La Rovere al concorso internazionale Emozioni dal Mondo svoltosi a Bergamo lo scorso Ottobre il  Senesco Doc Valcalepio Rosso 2009, una sapiente cuvèe di Merlot e Cabernet Sauvignon, ha conquistato la Medaglia d’Oro, con il Santa Crux Dov Valcalepio Rosso Riserva 2009, una medaglia d’argento. Il vino al naso è delicato, in bocca troviamo il giusto equilibrio, tannini importanti ma già setosi, una giusta cuvée di Merlot e Cabernet Sauvignon che regala al vino una bella spalla e la piacevolezza dei profumi di tabacco, e leggere note erbacee. Ottimo in abbinamento con le carni arrosto.

L’Elisir Moscato Giallo della Bergamasca, è ottenuto da uve selezionate e stramature, questa è una delle poche aziende che produce il Moscato Giallo della Bergamasca, un vitigno tradizionale delle colline orobiche.
La vendemmia è manuale, le uve vengono lasciate nella sala d’appassimento per circa 70 giorni, la tradizione vuole che le uve vengano pigiate il 13 dicembre giorno di Santa Lucia, il mosto è fermentato in barriques di rovere francese,  a cui segue un affinamento di 12 mesi in tini d’acciaio e poi un ulteriore affinamento in bottiglia per 3 mesi. I risultati non si sono fatti attendere nella Guida Vini Buoni d’Italia 2013, l’unica Guida italiana dedicata esclusivamente ai vini da vitigni autoctoni, eccolo tra i “Vini della Corona”.

moscato passito la rovere giornalevinocibo

Coinvolge il Moscato passito una Doc  prodotta esclusivamente con uve Moscato di Scanzo. Pensate che la produzione è limitata soltanto a 65 quintali, anche qui la vendemmia è effettuata in modo manuale e i grappoli, dopo il raccolto, rimangono nel salone d’appassimento per 40 giorni, affina poi per 18 mesi  in grandi tini d’acciaio e ancora 3 mesi in bottiglia. Vi garantisco che si beve davvero bene

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