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La longevità del vino siciliano, Rosso del Conte 1978 Tasca d’Almerita

gennaio 6, 2014

rosso del conte 1978 tasca d'almerita giornalevinocibodi Luigi Salvo              article in english
A volte basta dare un’occhiata ad alcune bottiglie della propria cantina che può scattare il desiderio improvviso ed irrefrenabile di aprirne una davvero significativa. Do una scorsa all’elenco delle mie siciliane di vecchia data, mi soffermo su Tasca d’Almerita Rosso del Conte 1978, sono tre bottiglie, decido in un lampo oggi ne apro una. Furono regalate a mio papà nel lontano 1982 e da allora riposano al buio.

Il Rosso del Conte è il primo vino siciliano pensato per resistere al trascorrere del tempo. Siamo nel 1959 quando il Conte Giuseppe Tasca d’Almerita pianta una nuova vigna del vitigno principe siciliano Nero d’Avola nella tenuta di Regaleali, una distesa di ben 400 ettari coltivati a vigneto, nella quale si alternano mandorli ed ulivi fra distese d’avena, grano ed alberi d’eucalipto.

In questa splendida zona della Sicilia i terreni argillosi, fini, leggermente calcarei, godono di un microclima unico, fra i 400 e gli 800 metri s.l.m. le escursioni termiche tra il giorno e la notte sono ben presenti.
Dopo undici anni trascorsi tra prove e sperimentazioni, nel 1970 grazie alla collaborazione di un giovane ed intraprendente enologo Ezio Rivella, il vino nasce come Nero d’Avola, coltivato ad alberello, con una piccola aggiunta di un altro autoctono il Perricone, è il Regaleali Riserva del Conte Tasca d’Almerita, poi chiamato solo Rosso del Conte.

Nel corso delle varie edizioni ha subito alcune evoluzioni tecniche e stilistiche: dal ’70 all’87 è fermentato in vasche di cemento e maturato in botti di castagno, dall’88 fermentato in acciaio e maturato in fusti di rovere francese da 30 a 60 ettolitri, poi gradualmente vengono impiegate le barriques francesi.
L’ultima modifica risale alla vendemmia ‘03, il Rosso del Conte diventa il vino di Tenuta, il Nero d’Avola è affiancato dalla migliore selezione vendemmiale delle altre uve a bacca rossa presenti nei terreni dell’azienda Tasca. Come avviene soltanto per i grandi vini le annate ritenute non all’altezza non vengono prodotte, per il Rosso del Conte è già successo per 5 volte.

rosso rosso del conte 1978 tasca d'almerita bicchiere giornalevinocibo

Rosso del Conte 1978 Tasca d’Almerita
Lo apro e lo decanto con cura, lui a poco a poco offre tutta la magia di un vino che, pur mostrando i suoi anni, dopo aver trascorso un paio d’ore nel bicchiere dona grande soddisfazione.
Il colore e granato con note aranciate, ha naso pulito di viola appassita, frutta rossa sotto spirito, variegate note terziarie di humus, fungo ed eucalipto. Sarà che è stato conservato in modo ottimale, ma mi sorprende la beva che, oltre all’aspettata morbidezza, mette in luce una materia ancora viva di frutto spezie, sapori di terra in un godibile finale.

Veri sorsi di storia vinicola siciliana.

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9 commenti leave one →
  1. sara lacci permalink
    gennaio 6, 2014 11:42 am

    Eccezionale vino siciliano!!!

  2. Andrea F. permalink
    gennaio 6, 2014 12:13 pm

    Bottiglia veramente interessante, a trovarlo un vino siciliano così di oltre 35 anni.

  3. leonardo artesi permalink
    gennaio 6, 2014 1:47 pm

    Ho aperto un Duca Enrico 1985, non era perfetto ma credo sia l’altro rossso siciliano che al trascorre del tempo possa resistere.

    • Luigi Salvo permalink*
      gennaio 6, 2014 11:51 pm

      Si Leonardo i primi anni del Duca Enrico sono di grandissimo livello.

  4. Francesca Bassi permalink
    gennaio 6, 2014 5:46 pm

    Se vengo a Palermo ne apri una?

    • Luigi Salvo permalink*
      gennaio 6, 2014 11:52 pm

      Ho il cavatappi in mano….

  5. simona faldini permalink
    gennaio 7, 2014 7:54 am

    Spettacolo!!!..ed io che qui ne ho un paio di bottiglie della metà degli anni 90 e credevo di avere una rarità.

  6. Francesca Bassi permalink
    gennaio 7, 2014 11:27 am

    Ho visto che ha riportato la notizia anche
    http://www.winetaste.it/36-anni-ben-portati/

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