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Il 30 ottobre esce sul mercato il vino novello ma non interessa più a nessuno

ottobre 28, 2015

novello giornalevinocibodi Luigi Salvo
Il 30 ottobre il vino Novello esce sul mercato, data stabilita da qualche anno con decreto del ministero delle Politiche agricole per anticipare l’uscita del concorrente francese Beaujolais Nouveau del 19 novembre, ma diciamo la verità, l’appeal di questo vino sul consumatore è ai minimi storici.

Il Novello, che per rilanciarlo qualche anno fa è stato oggetto di disposizioni qualitative che prevedono un periodo di vinificazione non inferiore a 10 giorni, processo di fermentazione con macerazione carbonica dell’uva intera almeno il 40% del vino (in precedenza era il 30%), dovrebbe essere ottenuto interamente con prodotto della stessa annata dato che non è consentito il taglio con il 15% di vino proveniente da altra vendemmia.

Prodotto dai vitigni più diversi: Merlot, Barbera, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Marzemino, Teroldego, Primitivo, Nero d’Avola, Montepulciano, Aglianico, nel 2002 ha raggiunto il più alto consumo in Italia con la produzione che ha superato i 18 milioni di bottiglie, ma già nel 2006 ha iniziato tendenzialmente a calare con 15,5 milioni di bottiglie prodotte, proseguendo sempre in calo negli anni successivi.

 

vino novello giornalevinocibo

Il vino Novello non è più di tendenza, quest’anno se ne produranno meno di 2 milioni, e a parer mio molte resteranno invendute, logica conseguenza dato che spesso in bottiglia è stato possibile ritrovare prodotti per lo più scadenti, ottenuti con vini di annate precedenti rimasti in cantina ed appositamente rifermentati, invece che derivati da uve appena vendemmiate e vinificate attraverso il particolare metodo della macerazione carbonica.

In questi ultimi anni le cantine produttrici sono diminuite vertiginosamente proprio perché il consumatore lo cerca sempre meno, è diventato più attento ed esigente.

La franchezza in un novello è una delle caratteristiche fondamentali da ricercare, così come la corrispondenza al vitigno d’origine, francamente due parametri difficilmente riscontrabili. L’ideale è ritrovare un colore brillante, un profumo fragrante, con assenza quasi totale di tannini, che lo rende bevibile anche alla basse temperature di servizio.

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