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Il Montecucco Sangiovese tra i vini che la rivista Forbese segnala per il 2022

gennaio 11, 2022

di Luigi Salvo
Le bottiglie della piccola Docg toscana Montecucco Sangiovese annoverate tra le bottiglie da non perdere nel 2022 dalla celebre rivista statunitense Forbes. Al giornalista esperto Adam Morganstern è stato chiesto di dimenticarsi delle tendenze e delle previsioni e di raccontare

invece cosa loro stessi vorranno bere nel 2022. 

“Nel 2022 berrò un un Montecucco!’. Parlo del Sangiovese del Montecucco. Questa piccola regione immersa nella Maremma, tra il Brunello di Montalcino e il Morellino di Scansano, produce una gamma di vini a base di Sangiovese che racchiudono tutta quella frutta rossa fresca e la struttura che amiamo, ma che, allo stesso tempo, non pesano particolarmente sul nostro portafogli”.

La Toscana è già affermata, ma è bene trovare un’opzione ‘fuori dai radar’ che offra un terroir diverso per l’amato Sangiovese, prodotto da piccole cantine a conduzione familiare”, così il giornalista e wine expert Clive Pursehouse, autore presso Peloton Magazine, racconta la sua esperienza a Forbes.

Il Montecucco è un areale con un potenziale ancora tutto da scoprire. Il Sangiovese qui prodotto – “l’altro Sangiovese”, come viene spesso definito – è un vascello che, navigando ad est sull’Orcia e ad ovest sull’Ombrone, porta con sé tratti unici del suo territorio di origine: vulcanico e indomito, proprio come la natura ancora selvaggia che lo circonda e che caratterizza il paesaggio dell’Amiata (antico vulcano spento), ma allo stesso tempo seducente e ammaliante, dalla freschezza tipica della viticoltura d’altura che si intreccia con la lontana ventilazione marina e mediterranea. 

“Questa è la vera carta vincente del Montecucco” dice il Presidente del Consorzio di Tutela Giovan Battista Basile“il fatto che esista un’espressione del territorio che si riflette completamente nel vino e che diventa autenticità stessa del Sangiovese. Siamo di fronte a un territorio integro: non si parla solo di vigneti, ma anche di originalità del territorio, di rispetto della biodiversità e di pratiche agronomiche in armonia con l’ambiente”.

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