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La cucina d’eccellenza di “Adagio con gusto” al Maso Franch

settembre 1, 2012

di Roberto Lo Vullo
Lo splendido cielo stellato della Val di Cembra nella notte di San lorenzo ha fatto da cornice ad una tra le più significative tappe del  percorso culturale ed enogastronomico “Adagio con Gusto”  organizzato dall’Azienda per il Turismo Altopiano di Pinè e Valle di Cembra. Questo itinerario evocativo dei cinque sensi, ha coinvolto pubblico locale, internazionale e turisti presenti  in loco tutti i venerdì dal 29 giugno al 31 agosto u.s. L’evento del quale parliamo si è tenuto  al Maso Franch di Giovo, relais magistralmente diretto da Carlo  Samuelli, il quale ha operato in sinergia con Bruno Pilzer, patron della omonima distilleria e Diego Rigotti emergente chef dalle indubbie qualità ed ha coinvolto circa un centinaio di appassionati degustatori.
A corollario alcune opere dell’artista M. Boato. La trama ordita dal trio aveva quale filo conduttore la “sgnappa”, prodotto di sane origini contadine nella versione meno “clandestina” ma non meno eccellente creata dalle Distillerie Pilzer, caparbiamente voluto quale ingrediente delle quattro portate di un semplice ma intrigante menu degustazione.

L’entrèe “Magnitudine apparente”  costituiva fra tutte le portate quella senza dubbio più ardimentosa dato che lo chef ha completato una noisette di vitello in contrasto con insalatina di mele e speck croccante, con un’aria di Grappa Chardonnay.  Abbiamo apprezzato l’onestà intellettuale di Bruno Pilzer il quale ha riscontrato le osservazioni dei commensali, discordanti tra loro, circa l’”incidenza” gustativa dello Chardonnay nella pietanza, di intensità variabile al palato. Accompagnava il piatto un Moser 51151 Trento Doc.

Più decisa la presenza della Val di Cembra con la sua Nosiola, incorporata in una piccola bolla di gelatina con la quale si era invitati a mantecare il “Messaggero Alato degli Dei” ,  riso vialone nano allo stracotto di cervo, eccellente nella presentazione oltre che nel gusto degli ingredienti, mai in contrasto, in bocca, con il distillato citato.  La Cantina Zanotelli ha riempito i calici del suo Mùller Thurgau.

Gli intervalli musicali del maestro Cerreto, e le pillole di vita contadina di Bruno Pilzer , hanno condotto gli astanti all’incontro con la “Stella delle ore” , filetti di maialino nero marinato con grappa di Teroldego, talmente delicato da far ritenere assolutamente calzante il paragone con Mercurio, (da cui il nome della pietanza) in cui l’assenza di atmosfera non copre le altre tracce presenti sul pianeta.  Parimenti avviene per il distillato che si  manifesta bene ma non offusca la tenerezza delle carni suine o delle verdure poste a corollario. Non certo per casualità ma quasi tinta su tinta, il Pinot Nero di Fontana veniva servito a margine del piatto.

L’ultima testimonianza della ricchezza naturale del territorio era rappresentata dal tenerissimo tortino di mele da affondare nella crema di zabaione e Moscato giallo posta a specchio sul piatto. Chiudeva il percorso l’assaggio di altro Passito della Val di Cembra.
L’esperienza vissuta,  denota come l’abbandono dell’antagonismo tra pubblico e privato, possa costituire la leva per la promozione e la valorizzazione di territorio che al pari di quelli di altre regioni italiane, può attirare l’interesse di quella fascia di pubblico interessato al connubio cultura-enogastronomia, e  sempre alla ricerca di nicchie di eccellenza.

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